GIOVANNI FLORIS, Separati in patria. Nord contro Sud: perché l'Italia è sempre più divisa, Milano, Rizzoli, pp. 267, €19,00
ILVO DIAMANTI, Mappe dell'Italia politica. Bianco, rosso, verde, azzurro… e tricolore, Bologna, Il Mulino, pp. 256, €16,50
Raccontano i libri di scuola che, compiuta con successo l'unificazione territoriale, Massimo D'Azeglio abbia pronunciato la fatidica frase «Fatta l'Italia, bisogna fare gli italiani». Non è sicuro che qualcuno, raccogliendo la raccomandazione di quegli uomini eccellenti che furono la Destra Storica, abbia tentato davvero, con competenza e convinzione, di «fare gli italiani». Adesso, poi, con tre milioni di immigrati, il problema sembra essersi fatto ancora più complesso, soprattutto visto che gli stessi italiani non sembrano possedere una solida e condivisa identità nazionale. Appare invece più probabile che, mentre incombe sullo stivale il centocinquantesimo anniversario dell'Unità, qualcuno sia attivamente impegnato a "disfare" l'Italia e a tenere a bada gli immigrati, anche quelli regolari, già operanti e operosi nel nostro paese. Sarebbe tuttavia troppo lusinghiero attribuire alla Lega, che pure vanta un conclamato progetto in tale senso, tutti i risultati del processo di sfaldamento protrattosi per gli ultimi vent'anni. Al contrario, si potrebbe persino sostenere che i successi della Lega costituiscono la conseguenza di molti sviluppi negativi dell'economia, della società e della politica italiana a partire dagli anni del pentapartito (1980-1992), e non soltanto, come pure è legittimo pensare, dagli sconvolgimenti politico-elettorali del dopo-Tangentopoli. Sono venuti al pettine alcuni dei classici nodi problematici della storia politica, sociale, economica e culturale italiana che, purtroppo, a causa di commentatori appiattiti sul presente (e di cittadini mal educati da un asfittico insegnamento della storia), erano scomparsi dall'orizzonte dell'analisi e della riflessione. Anche se non sono mancati precursori preoccupati e indignati, come Giorgio Bocca, per quanto possa apparire incredibile, alcuni dei temi più importanti sono stati recentemente resuscitati proprio dal pur molto imbarbarito dibattito politico italiano.
08 Novembre 2009 18:24 CULTURA E SPETTACOLO
ROMA - ''Maometto per noi era poligamo e pedofilo, perche' aveva nove mogli e l'ultima di nove anni'': lo ha dichiarato Daniela Santanche', leader del movimento per l'Italia, nel corso del programma Domenica Cinque su Canale 5. La dichiarazione, espressa durante un dibattito sul crocifisso nelle scuole, ha scatenato la polemica tra i presenti in studio. (RCD)
Far conoscere il mondo al mondo: questo è l’obiettivo che l’organizzazione “Medici senza Frontiere” persegue, portando avanti un progetto volto a sensibilizzare il pubblico su temi che vanno dalla violenza urbana alla prostituzione, dalle guerre alle malattie, dalle carestie a tutte le crisi che colpiscono le popolazioni del sud del mondo. "Mondi al Limite", edito da Feltrinelli, è una raccolta di testimonianze riportate da personaggi eccellenti che hanno vissuto in prima persona il disagio e le difficoltà dei paesi più sofferenti. Alessandro Baricco, Stefano Benni, Gianrico Carofiglio, Mauro Covacich, Sandrone Dazieri, Silvia Di Natale, Paolo Giordano, Antonio Pascale, Domenico Starnone, per la prima volta a contatto con situazioni al limite, le hanno raccontate.
BENEVENTO (7 novembre) - Una donna di 45 anni è rimasta ferita dopo aver tentato il suicidio lanciandosi da un ponte sul fiume Calore alto più di 20 metri. La donna, di S. Angelo a Cupolo (Benevento) è stata salvata dal limo accumulato sulla sponda del fiume e dalla folta vegetazione di arbusti, che ne hanno attutito la caduta. L' aspirante suicida è stata recuperata dai vigili del fuoco e trasportata in ospedale con un' ambulanza del 118, ma non è in pericolo di vita. Con straordinaria celerità mentre erano in corso le operazioni di recupero, è giunto sul posto un carro funebre, allertato non si sa da chi. Il carro funebre è stato fatto allontanare dalla polizia municipale, quando si è accertato che la donna, trasferita a bordo dell' ambulanza era ancora viva."Il Mattino", 7 novembre 2009
BERLINO - Il muro esterno della nuova sinagoga del centro di Dresda e' stato imbrattato da vandali con svastiche e altri simboli dell'estrema destra. L'atto vandalico e' stato compiuto alla vigilia del 71esimo anniversario del pogrom della 'Notte del Cristalli'. Nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1938 in Germania alcune centinaia di sinagoghe vennero incendiate e danneggiate dai nazisti e si registrarono un centinaio di vittime. (RCD)
Pubblico qui di seguito un mio pezzo sulla latitanza dei fratelli Giuseppe e Filippo Graviano e la nascita di Forza Italia. Il tema, anche se non sembra appassionare troppo la stampa italiana, è particolarmente attuale visto che le nuove indagini sulle stragi del '93, dopo il pentimento del boss Gaspare Spatuzza, sono entrare in una fase decisiva. Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensate e magari, dando un'occhiata alle loro foto segnaletiche dell'epoca (1994) che trovate su internet, se a qualcuno di voi, 15 anni fa, è capitato d'incontrarli. Magari a Milano o a Porto Rotondo.
Una ricorrenza che ci siamo buttati decisamente dietro le spalle. Tanto che buona parte di chi vive qui, in questa provincia - sia nei paesi sia nelle località più grandi - non solo non usa più, ma non saprebbe neppure dare senso all’espressione, un tempo assai diffusa, di «fare San Martino». Un modo di dire profondamente legato alla realtà contadina lombarda. «Far San Martino» era l’equivalente di un tracollone esistenziale. Rappresentava un duro girare di pagina nelle vite degli individui e delle famiglie visto che univa all’azione del traslocare, del cambiare casa, quella del cambiare posto di lavoro. O di perderlo. Proprio alla data dell’11 novembre, in cui si rinnovavano tradizionalmente i contratti agricoli, i lavoranti - se avevano cambiato o perso il posto di dipendenti delle grandi proprietà - «facevano San Martino». E visto che la casa in cascina, dove vivevano con le loro famiglie, costituiva parte del corrispettivo del loro lavoro, in questo giorno, chi aveva perso, o cambiato lavoro, doveva lasciare anche l’abitazione. Faceva trasloco, appunto. E sulle strade polverose i convogli di carri con le masserizie si incrociavano lungo percorsi densi di timori, di insicurezze, di rimpianti che parlavano agli occhi di tutti.
ESCLUSIVO: Il pentito della ‘ndrangheta Francesco Fonti potrebbe essere presto in Calabria per verificare sul posto alcuni aspetti ancora poco chiari sulle ‘navi dei veleni’. Il caso dello smaltimento dei rifiuti tossici ha tenuto banco nella riunione della Commissione parlamentare sulle Ecomafie tenutasi oggi, giovedi 5 novembre a Bologna, che ha udito per più di 3 ore il pentito, come rivela l’avvocato di Fonti, Claudia Conidi. Il presidente dell’organismo bicamerale, Gaetano Pecorella, a quanto si apprende, avrebbe chiesto a Fonti la disponibilità di recarsi in Calabria per riscontrare sul posto alcuni nuovi dati che possano fare maggiore luce sulla vicenda. Soprattutto bisogna indagare ulteriormente sul relitto a largo di Melito Porto Salvo, territorio di “competenza” del clan Iamonte. Il relitto potrebbe essere quello di una delle 3 navi che Fonti dichiara di aver affondato. La nave individuata in quel tratto di mare, ossia a largo di Capo Spartivento, potrebbe essere la Rigel, affondata il 21 settembre 1987. Il suo fu un naufragio simulato. In effetti la nave venne fatta colare a picco dolosamente portandosi dietro il suo carico. Gli atti trasmessi dalla Procura di La Spezia, danno conto della sentenza emessa dal tribunale di La Spezia il 20 marzo 1995, confermata dalla Corte d’Appello di Genova il 10 novembre 1999 e resa definitiva dalla Cassazione il 10 maggio 2001. La sentenza stabilisce che si è trattato di un «naufragio doloso» e condanna gli armatori e l’equipaggio anche per tentata truffa in danno delle assicurazioni. Ma se non sarà ritrovato il relitto ed ispezionato il carico, non sarà possibile avere conferma alla ben più allarmante ipotesi, che l’affondamento sia stato attuato per “liberarsi” di tonnellate di rifiuti tossici. I documenti che pubblichiamo in esclusiva, fanno parte della “Relazione navi affondate” della Direzione Marittima di Reggio Calabria, e come si legge sul timbro sono stati depositati in Commissione Antimafia il 27 ottobre scorso. Al numero 20 viene identificata la Rigel. La Commissione Ecomafie, da quanto è trapelato, avrebbe interrogato Fonti anche sull’ingegner Giorgio Comerio, trafficante di rifiuti tossici e “noto faccendiere” come lo definì Carlo Giovanardi nel 2004 (all’epoca ministro nel governo Berlusconi). Nel 1995 le procure di Reggio Calabria con Francesco Neri e di Matera con Carlo Maria Pace investigarono approfonditamente su Comerio per i reati di associazione a delinquere e disastro ambientale. Il nome dell’ingegnere di Garlasco appare anche in un inquietante dossier redatto da una nota associazione internazionale per la tutela dell’ambiente. Nella relazione spuntano fuori nomi, società, interessi e connessioni allarmanti. Il punto di partenza è la ODM (Oceanic Disposal Management) società con la quale Comerio voleva assicurare agli Stati compiacenti, lo smaltimento di scorie tossiche e radioattive attraverso il sistema dei missili penetratori riempiti di rifiuti, che poi sarebbero stati conficcati nei fondali marini di Paesi del Terzo Mondo e di regioni del sud Italia, con l’ausilio della criminalità organizzata.
| punteggio | 1 mese | 6 mesi | sempre | |||
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| 1. | Untoccodizenzero |
1.84184 | 236 | 103 | 233 | |
| 2. | Circolo Pasolini Pavia |
1.62714 | 341 | 298 | 586 | |
| 253. | Circolo Pasolini Pavia |
1.62714 | 341 | 298 | 586 | |
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