di Irene Campari
«Ho sentito una voce là in fondo che ha detto: andiamo via, quelli sono zingari! No, Signore. No. Non siamo zingari». «Sono una forza del passato/vengo dai ruderi, dalle rovine…», pronuncia Orson Welles nel film "La ricotta" di Pier Paolo Pasolini.
E' la cultura alta e quella popolare indissolubilmente unite, e perdute. E' il valore dell'opera di Callegari&C. Quell'espressione iniziale era tipica dell'affabulazione di Adriano Callegari esibita più e più volte durante le sue performance pubbliche. Callegari insieme a Angelo Cavallini, sua moglie Vincenzina Mellini e Antonio Ferrari era un artista del "treppo", l'imbonimento con vendita di oggetto. Lo faceva ovunque in Italia e Pavia. “Treppo” è un gruppo di spettatori che formano e gestiscono il cerchio per ospitare gli artisti, i quali poi sollecitavano con:
“Un passino indietro, per cortesia, e tutti possono ascoltare la signora che canta [...]". Costituivano il cavallo di battaglia della vendita del “foglio volante”; su cui il cantastorie imboniva commuovendo il pubblico e predisponendolo all’acquisto del foglio che doveva avvenire durante l’esecuzione del brano. Il più popolare cantastorie lombardo è stato l’indimenticabile pavese
Adriano Callegari. Egli amava ribadire:
“La bravura del cantastorie la vedi dai quattrini che ha fatto nella giornata. Noi non lo facciamo pagare mica il biglietto, come quelli dei teatri. Il nostro biglietto è la vendita, ma per far pagare la gente a fine spettacolo è dura; uno può sempre voltare le spalle ed andarsene, e lasciarti lì il tuo foglio volante. Far pagare la gente prima che cominci lo spettacolo… che poi gli piace o non gli piace… tanto ha già pagato… in teatro hanno la vita facile! Ma in piazza, come facciamo noi, è un’altra storia…” .*
Un foglio volante
La sposa